Nel chiostro di Salisbury

Nel chiostro di Salisbury

Mi piacciono i chiostri, i loro impianti regolari, l’immancabile pozzo al centro, quel loro essere chiusi ma con uno sguardo sul cielo e con gli archi che si ripetono quasi a rincorrersi. Sono una specie di giardino segreto, un piccolo mondo lineare in cui passeggiare in silenzio, per non disturbarne la quiete. Quando sono in un chiostro, grande o piccolo che sia, mi piace sempre farmi scattare una  foto: è diventato ormai una specie di rito.

Durante il viaggio in Inghilterra di quest’estate, lungo la strada per la Cornovaglia, abbiamo visitato una cattedrale bellissima e il suo chiostro imponente: a Salisbury, una cittadina del Wiltshire notissima non solo per la sua cattedrale (che è stata il modello per Ken Follet nella stesura de “I pilastri della terra) ma anche perché nelle vicinanze sorge il sito di Stonehenge. Nella sala capitolare è conservata una delle copie della Magna Charta Libertatum, a conferma dell’importanza di questo luogo.

Abbiamo trascorso buona parte della mattina all’interno della Cattedrale e del chiostro, mentre i ragazzi delle scuole assistevano al servizio religioso: con le loro divise e i lunghi mantelli ci hanno ricordato gli studenti di Hogwarts 😉

A presto!

PS. Oltre a “I pilastri della terra” di K. Follett consiglio la lettura di un libro che ha il nome dell’antica Salisbury: “Sarum” di Edward Rutherfurd, un romanzo che, attraverso le vicende di alcune famiglie, narra la storia della città dal neolitico all’età contemporanea.

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Delta delle acque, Comacchio

Delta delle acque, Comacchio

Ultimamente mi fermo spesso a guardare e fotografare le porte, sia in città che in vacanza; per colpa (o per merito) di Instagram ho fotografato le porte di tutti i paesini della Cornovaglia, mentre a Roma, a spasso per i quartieri storici, mi incanto davanti agli ingressi e ai portoni. Le porte hanno qualcosa di magico, nascondono segreti, storie e vite che non conosceremo mai, alcune sono circondate da fiori, da piccole piante o da tronchi rigogliosi, altre invece hanno i segni del tempo ma sono comunque, e anche per questo, affascinanti.

A Comacchio, che nel titolo chiamo Delta delle acque (quelli che non amano Il Trono di Spade mi scusino!), mentre  camminavo sui canali, ogni tanto mi perdevo per qualche vicolo a fare foto alle porte: a Chioggia ho prediletto l’acqua e i ponti, qui invece ho trovato ispirazione anche con altri scorci.

Comacchio, la città dei Trepponti, insieme alla valle nella quale il Po va a incontrare il mare, è l’Italia che può sorprendere: sono luoghi che non avevo mai pensato di visitare ma che mi hanno colpita e nei quali torno sempre con gioia ❤

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“La mia casa allora affaccia sul Tamigi”

“La mia casa allora affaccia sul Tamigi”

Prendo in prestito le parole di altri per il post di oggi: il titolo è un verso di una canzone* e trovo perfetta (ma riscrivendola!) questa frase di Gertrude Stein**: “l’Italia è la mia casa, ma Londra è la mia città”. In nessuna città mi sento così a casa e così a mio agio come nella capitale inglese: a passeggio (questa volta) per le strade di Belgravia, Chelsea e South Kensington, approfittando della stagione teatrale del Globe, godendo della luce del tramonto a South Bank, fotografando una sposa che sta per salire su un bus a due piani insieme ai suoi invitati, gustando una torta in uno dei locali più fotografati del web..

Mi manca Londra, sempre ❤

E voi, in quale città vi sentite a casa?

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In questo post vi avevo raccontato di un altro mio viaggio a Londra

* “La mia casa” di Daniele Silvestri

** Gertrude Stein in realtà ha detto: “l’America è la mia casa, ma Parigi è la mia città”