Cartoline da Palermo

Cartoline da Palermo

Ho rimandato di mesi la pubblicazione delle foto di Palermo, dove siamo stati a maggio, abbandonando a se stesso il mio povero blog. Così oggi mi ritrovo a scrivere un post senza più aver vivo il ricordo delle sensazioni suscitate dalla città siciliana, dove sono tornata dopo molti anni.

Ho quindi raccolto le foto, le ho divise “per argomento” e le pubblico senza altre presentazioni.

A presto (spero) ❤

PS. Non ci sono foto della Cappella Palatina, nel Palazzo dei Normanni: non erano consentite ed è stato meglio così, perché certe meraviglie vanno viste dal vivo!

Le chiese e i Santi (e il cielo di Maggio, senza filtri)

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Il Chiostro del Duomo di Monreale

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Porta Nuova

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Piazza Pretoria, o della vergogna

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Per le strade

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I particolari

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Santa Maria dello Spasimo (Kalsa)

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I mercati

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A Mondello

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Ciao Palermo bella!

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Abbiamo alloggiato al B&B L’Olivella, centrale e molto bello, una grande casa tradizionale, con un’ottima colazione.

Abbiamo mangiato qua:

  • Aja Mola – Via Cassari, 19
  • Balata – Via Roma, 218
  • Bisso Bistrot – Via Maqueda 172 A

Street food:

  • Passami ù cuoppo – Via Roma, 195
  • Antica Focacceria San Francesco – Via Alessandro Paternostro, 71

Menzione d’onore alla pasticceria I segreti del Chiostro, che si trova dentro la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria (una delle chiese di Piazza Bellini): il cannolo preparato al momento, mangiato con vista sul Chiostro del Convento, è una delle cose più belle della nostra vacanza 😉

Su è giù per Lione

Su è giù per Lione

Ho trovato a Lione una città tutta da scoprire, da visitare con calma, passeggiando su e giù per le due colline che ne abbracciano il centro e lungo i due fiumi, la Saône e il Rodano, che la attraversano e che si uniscono verso Sud.

E’ una città ricca di angoli e scorci suggestivi, sia che la si ammiri dall’alto della “collina che prega” (la Collina di Fourvière), sulla cui cima si erge la Basilica di Notre-Dame de Fourvière, sia salendo lentamente sulla “collina che lavora” (la Croix-Rousse), attraversando i suoi traboules, i passaggi segreti di cui la città è piena, passeggiando per la parte vecchia, ammirando le vetrine vintage e colorate dei suoi negozi, alzando gli occhi sui murales e sulle deliziose finestre “incorniciate”.

Lione è la città natale di Antoine de Saint-Exupéry e del suo Piccolo Principe, con la rosa amata nascosta nella borsa in uno dei balconi affrescati del muro dei Lionesi: riuscite a trovarla nelle foto? 😉

Al prossimo post ❤

Abbiamo alloggiato all’Hotel de Paris, carino e in un’ottima posizione nel cuore di Presqu’Ile e vicino a Place des Terreaux.

I ristoranti che abbiamo “provato” a Lione:

  • 18 m2 (Tapas) – 18, Rue de la Monnaie
  • Bel- Ami (Bistrot à vin) – 34, Rue Sergent Blandan
  • La Menthe – 15, Rue Mercière

Ad Arles “ho perso le parole”

Ad Arles “ho perso le parole”

Camminare per una città sconosciuta e non riuscire a definirla.

Camminare per una città e trovare una foto gigante del tuo gatto, proprio di fronte al teatro romano.

Camminare e arrivare all’anfiteatro, quel pezzo di Roma nel cuore di una città straniera.

Camminare, trovare somiglianze, paragonare la città a Lecce, scorgere Monti in una via che declina, chiamare il fiume con il nome del tuo, anche se è più grande, anche se le case che si affacciano sul fiume sono diverse, e anche tu, mentre cammini, sei diversa.

Camminare e fotografare dettagli, cercarli nei vicoli, in una coppia innamorata che passeggia, nel mercato, nelle mani e nei volti che lo animano, nella lavanda, nella verbena, nelle spezie.

Camminare per Arles e trovarla speciale ❤

PS. Camminare e fotografare e far parlare le foto, perché le parole, a volte, si perdono e per ritrovarle ci vuole tempo, e pazienza e amore.

“Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere” (Ennio Flaiano)

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