Un pesce-spilla e ancora un po’ di Giappone (A fish-brooch and a bit of Japan)

Un pesce-spilla e ancora un po’ di Giappone (A fish-brooch and a bit of Japan)

L’estate può attendere, sembra volerci dire il bizzarro clima di questo periodo, e noi, malvolentieri e senza molte alternative, ci adeguiamo: alla caccia dell’ennesimo cardigan, ché vestirsi a strati è fondamentale, sognando sandali rossi (io almeno li sogno!) e lasciando appesi nell’armadio i nostri abiti leggeri e a motivi floreali; nel mio caso, poi, pensando anche a come abbinare l’ultima spilla arrivata nella mia collezione vintage: un pesciolino bianco.. Per sfoggiare questa “chicca” ci vorrà ancora un po’ di tempo, purtroppo! Avevo pensato di comprare una spilla di questa forma per usarla in estate, sulle maglie leggere e scollate; così nelle mie passeggiate virtuali su Pinterest ed Etsy, mi sono innamorata di questa collezione Trifari del 1967:

trifari1967

Le spille di questa collezione sono introvabili e quindi mi sono messa quasi subito l’anima in pace, ma Tokyo mi ha piacevolmente sorpresa e nella passeggiata di cui vi ho già raccontato ho comprato una spilla a forma di pesce. La spilla è firmata JJ, che sta per Jonette Jewelry, una casa di produzione che non conoscevo, ma che mi ha colpito subito per l’uso molto bello del metallo smaltato e per la grande varietà di spille a forma di animale, in particolare dei miei prediletti gatti. Vi lascio con le foto della mia spilla “estiva” e con qualche foto ancora tra le mille scattate in Giappone. A presto!

(EN) Summer can wait, it seems to tell the strange weather of this period, and we adapt us to it, unwillingly and without many alternatives: hunting of the last cardigan, because dressing in layers is critical, dreaming red sandals (I’m dreaming of them!) and leaving in the closet our summer dresses; in my case, then, I’m also thinking about how to wear the last brooch came into my vintage collection: a white fish .. But it will take a bit of time to show it! I thought about buying a brooch of this form to use it in the summer, on the unglued shirts; so searching on Pinterest and Etsy, I fell in love with the Trifari collection of 1967. The brooches of this collection are unavailable, so I gave up almost immediately, but Tokyo has surprised me and on the walk that I told you here I bought a brooch in the shape of fish. The brooch is signed JJ, that is Jonette Jewelry, a company that I didn’t know, but it struck me immediately for the very nice use of enameled metal and the wide variety of brooches in the shape of animals, especially of my beloved cats. I leave you with my “summer” brooch’s photos and a few photos taken in Japan. See you soon!

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Ho fotografato la spilla su “Norweegian Wood” di Murakami Haruki

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Tokyo, Ueno Park
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Tokyo, Shinjuku
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Kamakura
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Nikko
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Nikko
Takayama (31) (FILEminimizer)
Takayama
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Nara
Nara (79)
Nara

 

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Fushimi Inari
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Fushimi Inari
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Miyajima
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Miyajima
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Arashiyama, Bamboo groove
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Kyoto
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Kyoto
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Kyoto

I gioielli venuti per mare (Jewelry comes by the sea)

I gioielli venuti per mare (Jewelry comes by the sea)

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. E’ una cosa difficile da capire. Voglio dire… ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi.. Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo, la vedeva (…) Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l’aveva fatta lui l’America” (Novecento, Alessandro Baricco)

Non so se nel 1904, a bordo di una di queste navi, Gustavo Trifari vide per primo l’America e non so se avesse la faccia di uno che pensava di averla fatta lui, l’America, ma quello che so per certo è che un pezzo importante della “costume jewelry“, forse il più importante, di sicuro il più noto, ha avuto inizio da quel viaggio e dall’arrivo nella “terra delle opportunità”.

Nel 1910 nasce la “Trifari e Trifari”, che perderà presto il suo secondo fondatore, ma l’attività all’inizio stenta a decollare. E’ l’arrivo di Alfred Philippe, designer geniale, negli anni Trenta, a segnare l’inizio di un successo che proseguirà indiscusso fino agli anni ’80. In seguito, con la riscoperta del patrimonio “vintage” e storico la Trifari si è subito collocata tra le aziende più amate dai collezionisti, insieme a Coro, Hobé e altre case i cui pezzi più “antichi” sono ormai costosissimi. Ci vogliono più di mille dollari, solo per fare un esempio, per comprare una delle spille disegnate da Philippe: pietre finte, cristalli e leghe di metallo!

Merito particolare di Trifari è quello di aver usato materiali poveri plasmandoli per arrivare a dei veri e propri capolavori. In questo post voglio mostrare i pezzi più particolari creati dall’azienda, la mia spilla Trifari l’avete già vista qui, ma le dedicherò presto un altro articolo.

Buona Pasqua!

(EN) “It happened always that suddenly one raised his head … and he saw her. It ‘a difficult thing to understand. I mean … we were more than a thousand, on that ship, including travelling rich people, and emigrants, and strange people, and us .. Yet there was always one, only one, one which first saw her (…) then he nailed, where he was, the heart was beating, and, always, all the damn time, I swear, always, he turned toward us, toward the ship, towards all, and cried (piano and slowly): America. Then he stood there, motionless as if he had to get in a photograph, with the face of a man who had made himself America”. (Novecento, Alessandro Baricco)

I don’t know if in 1904, on one of these ships, Gustavo Trifari first saw America, and I don’t know if he had the face of someone who was thinking to have made America, but I know that an important piece of “Costume jewelry”, perhaps the most important, certainly the best known, began from that trip and from the arrival in the “land of opportunity.” In 1910 the “Trifari and Trifari” was founded, but the company will soon lose its second founder and the activity is uncertain at the beginning. The arrival of Alfred Philippe, brilliant designer, in the Thirties, marks the beginning of a success that continues unchallenged until the 80’s. Afterwards, with the rediscovery of the “vintage”, Trifari was immediately placed among the most popular companies by collectors, along with Coro, Hobe and other company whose “oldest” piaces are now expensive. It takes more than a thousand dollars, just to give an example, to buy one of the brooches designed by Philippe: fake stones, crystals and metal alloys!

Trifari was so special for the use of poor materials molding them to get to the real masterpieces. In this post I want to show the most special pieces created by the company, you’ve already seen my Trifari brooch here, but I’ll write again soon.

Happy Easter!

Mamie_Eisenhower
Mamie Eisenhower*

* Mamie Eisenhower, first lady dal 1953 al 1961, indossò al ballo inaugurale del ’53 gioielli Trifari e la foto è proprio una di quelle ufficiali scattate in quell’occasione (fonte Wikipedia).

(EN) Mamie Eisenhower, at the 1953’s Inaugural Ball, wore Trifari jewelry; the photo was taken at that time (source Wikipedia).

Foto/Pics: www.trifari.com

Le spille di Miss Holloway (Miss Holloway’s brooches)

Le spille di Miss Holloway (Miss Holloway’s brooches)

Una mia abitudine che entra di sicuro nella lista delle “stranezze” è quella di vedere le serie tv quando si sono ormai concluse: così è stato per le prime due stagioni di “Lost“, che poi ho abbandonato e che ho visto nel 2012 (serie conclusa nel 2010), per “Games of Thrones“, cinque stagioni viste in quindici giorni (per questa ho avuto il pieno appoggio di Mik, mio marito, che ha la stessa abitudine) e in questi giorni per “Mad men“, serie felicemente conclusa, dopo sette stagioni, nel 2015. Quindi a ben vedere non sono poi così in ritardo stavolta! Comunque sto vedendo la seconda stagione e ovviamente sono impazzita per le mise degli anni ’60 e per le spille di una delle protagoniste, la sensuale Joan Holloway, interpretata da Christina Hendricks. In quel periodo le spille erano accessori indispensabili nel guardaroba femminile e Joan, office manager dell’agenzia di pubblicità in cui si svolge la serie, ne ha davvero un bel po’ da sfoggiare.

Vi lascio alla gallery dedicata a Miss Holloway, ma prima vorrei ringraziarvi per i messaggi incoraggianti che mi avete lasciato la settimana scorsa, l’ho apprezzato molto.

Al prossimo post!

(EN) My strange habit is to see the TV series ended: I saw the first two seasons of “Lost” in 2012 (series ended in 2010), I saw the five seasons of “Games of Thrones” in fifteen days (for this I had the support of Mik, my husband, who has the same habit) and now I’m seeing “Mad Men”, series ended, after seven seasons, in 2015. So in I am not so late this time! By the way I am seeing the second season and I’m obviously crazy for the clothes of those years and for the brooches of the sensual Joan Holloway, played by Christina Hendricks. At that time the brooches were essential accessories in a woman’s wardrobe and Joan, office manager of advertising agency where the series takes place, has so many brooches to show off. I leave you to the gallery dedicated to Miss Holloway but first I want to thank you for the encouraging messages that you left me last week, I really appreciate it.

To the next post!

Madmencoro
Coro duette (1944)
Madmenkramer
Kramer brooch (1950 ca.)
Madmenmonet
Monet brooch (1980 ca.)
Madmensarahcov
Chateleine brooch, Sarah Coventry (1960 ca.)
Madmentrifari
Trifari brooch (1960 ca.)