Venezia, esterno notte

Venezia, esterno notte

“Fa pensare davvero alla carta da musica, ai fogli di una musica eseguita in continuazione: le partiture si avvicendano come ondate di marea, le barre del pentagramma sono i canali con gli innumerevoli legati dei ponti, delle lunghe finestre o dei curvi fastigi delle chiese di Codussi, per non parlare dei violini che hanno prestato il manico alle gondole. Sì, tutta la città somiglia a un’immensa orchestra, specialmente di notte, con i leggii appena illuminati dei palazzi, con un coro instancabile di onde, col falsetto di una stella nel cielo (..). La musica, s’intende, è ancora più grande dell’orchestra; e non c’è mano che possa voltare il foglio”.

Iosif Brodskij, “Fondamenta degli incurabili

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