Mrs. Dalloway disse che sarebbe andata lei a comprare i fiori (Mrs. Dalloway said she would buy the flowers herself)

Mrs. Dalloway disse che sarebbe andata lei a comprare i fiori (Mrs. Dalloway said she would buy the flowers herself)

Un dettaglio che, per me, trasmette immediatamente calore e accoglienza in una casa è un vaso pieno di fiori freschi: i miei preferiti sono i ranuncoli, così in primavera capita spesso che io li compri e li metta in bella mostra, ma… il più lontano possibile da Parsifal! I fiori gli piacciono moltissimo: li annusa, li osserva e cerca di capire come può usarli per giocare… Lo scorso maggio dovevo fotografare un mazzo di fiori (era il “compito a casa” del corso di fotografia) così li ho messi sul tavolo del soggiorno e ho provato a fare delle foto decenti: non è stato possibile immortalare i fiori da soli, Parsifal si è messo in posa (o solo intromesso) in tutte le foto!

(EN) One detail that, for me, instantly conveys warmth and hospitality in a home is a vase filled withf fresh flowers: my favorites are the buttercups, so in the spring I often buy them and put them on display, but … as far as possible from Parsifal! He really like the flowers: sniffs them, surveys them and tries to understand how he can use them to play.. Last May I had to photograph a bunch of flowers (it was the “homework” of the photography class) so I put them on the dining room table and I tried to make decent pictures: it was impossible to capture the flowers alone, Parsifal has posed (or rather intruded) in all the pictures!

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Proprio un mazzo di fiori è il soggetto della mia spilla di Coro, una delle case di bigiotteria più importanti e più amate dai collezionisti.
Coro è l’unione dei nomi dei due fondatori: Emanuel Cohn e Gerard Rosenberg; l’azienda è stata la più grande e la prima quotata in borsa del settore dei bijoux. Fondata nel 1901 ha interrotto la sua attività nel 1979.
Coro è soprattutto famosa per la spilla Duette (un giorno l’avrò!): è l’unione di due spille, utilizzabili come clips separate o come pezzo unico; l’azienda ha prodotto questi pezzi molto originali dalla fine degli anni Trenta e le spille di quel periodo, realizzate in argento, sono le più costose.
Sulle Duette vi rimando a questo articolo molto ben fatto, con foto, dettagli e informazioni interessanti.

(EN) Just a bunch of flowers is the subject of my Coro brooch, by one of the most important and sought after custom jewelry brands.
Coro is the union of the names of the two founders: Emanuel Cohn and Gerard Rosenberg; their firm was the largest and the first to be publicly traded in the custom jewelry sector. Established in 1901 discontinued the operations in 1979.
Coro is particularly famous for the brooch Duette (one day I will make it mine!): It is the union of two pins that can be used as separate clips or as a single piece; the company started producing these very original pieces from the late thirties and the pins of that period, made of silver, are the most expensive.
On the Duette I refer you to this very well done article, with photos, details and interesting information.

Ecco la mia spilla, fotografata, come suggerisce il titolo, sul romanzo “Mrs. Dalloway” di Virginia Woolf.

(EN) Here’s my brooch, photographed, as the title suggests, over the novel “Mrs. Dalloway “by Virginia Woolf.

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La farfalla di Liz (Liz’s Butterfly)

La farfalla di Liz (Liz’s Butterfly)

In una delle piazze del centro, quasi ogni domenica, si svolge un mercato piccolo piccolo sotto uno dei pochi porticati della città. Anni fa era uno spazio espositivo molto più grande, recentemente l’attività si è ridotta, ma per la caccia alle spille “La soffitta sotto i portici” rimane per me comunque un punto di riferimento: so che là è stata acquistata la libellula di Pell che ha dato inizio alla mia collezione, recentemente vi ho scovato la mia bellissima Coro e lo scorso anno, a passeggio con il marito, a cui quella piazza era sconosciuta, ho comprato una spilla a forma di farfalla.

(EN) In one of the squares in the center, almost every Sunday, a tiny little market takes place under one of the few arcades of the city. Years ago it was a much larger exhibition space, recently the bustle of activity has been reduced, but for pins hunting “The attic under the arcades” remains for me still a reference point: I know that the Pell dragonfly which started my collection had been purchased there, I have recently discovered there my beautiful Coro and still there, last year, during a walk with the husband, to whom the square was unknown, I bought a brooch shaped like a butterfly.

L’espositrice che me l’ha venduta mi ha detto che stava vendendo la sua intera collezione, alla quale non era più interessata; aveva molte spille e sono stata indecisa tra più di una, ma alla fine la mia predilezione per le farfalle (passione di quando ero bambina) ha avuto la meglio. Quel giorno indossavo una sciarpa glicine, che è uno dei colori della spilla, e l’ho usata immediatamente per dare un po’ di luce alla mise.

La spilla, mi ha detto la signora, era stata comprata a Londra, ma è di provenienza americana, come testimonia la firma “lc” sul retro: sono le iniziali della stilista americana Liz Clairbone, fondatrice della fortunata azienda che porta il suo nome: è stata la prima società fondata da una donna a essere inserita nella “Fortune 500 list of America’s largest corporations”.

(EN) The exhibitor who sold it to me said she was going to sell her entire collection, which she was no longer interested in; she had a lot of pins and I have been torn between more than one, but eventually my fondness for butterflies (passion of my childhood) has prevailed. That day I was wearing a wisteria colored scarf, one of the colors on the pin, so I used it immediately to give a little ‘light’ to my ensemble.
The brooch, I was told by the lady, had been bought in London, but it is of American origin, as evidenced by the signature “LC” on the back: the initials of the American designer Liz Clairbone, founder of the successful namesake company: it has been the first company founded by a woman to be included in the “Fortune 500 list of America’s largest corporations.”

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La spilla è stata fotografata sulla prima pagina di “La verità, vi prego, sull’amore” di W. H. Auden

(EN) The brooch is photographed over the front page of “O Tell me The Truth about Love” by WH Auden

Sherman, cristalli in Canada (Sherman, Canada’s Crystals)

Sherman, cristalli in Canada (Sherman, Canada’s Crystals)

Domenica scorsa al mercatino ho trovato, tra le tante in vendita, una spilla molto bella, “firmata” Sherman sul retro: l’ho comprata pur non conoscendo questo marchio. Ho detto scherzando alla signora che me l’ha venduta che avremmo potuto scoprire che la spilla era una rarità e poco dopo, cercando su internet, ho scoperto che la mia battuta era abbastanza vicina alla realtà.

E’ una spilla degli anni cinquanta, molto luminosa, che ho appuntato il giorno dopo sulla mia giacca viola e che fa davvero una bella figura. Su Etsy.com una spilla molto somigliante, della stessa casa, è in vendita a un prezzo piuttosto elevato.

Quando si parla di bijoux vintage la mente corre subito a nomi come Coro, Trifari o Napier, note case statunitensi che hanno segnato la storia della bigiotteria, creando dei pezzi importanti e molto ricercati dai collezionisti. Ma in Canada negli stessi anni si affermò anche un altro nome, quello di Gustave Sherman, che nel 1947 fondò a Montreal la “Sherman Costume Jewerly”, rimasta in attività fino al 1981.

Sherman e i suoi gioielleri crearono dei pezzi unici che in poco tempo arrivarono anche in Europa. I bijoux venivano disegnati e realizzati seguendo degli schemi monocromatici e sfruttando le sfumature e le luci dei cristalli Svarovski, i veri protagonisti delle creazioni di questo marchio degli anni d’oro della bigiotteria di alta qualità.

Le foto della mia spilla Sherman sono state scattate su una pagina della Vita Nova di Dante (“Donne ch’avete intelletto d’amore“), con Parsifal guest star!

(EN) Last Sunday at the flea market I found, among the many on sale, a very beautiful brooch, “branded” Sherman on the back: I bought it without knowing anything of this brand. I jokingly told the lady who sold it to me that we could find that the brooch was a rarity, and shortly after, searching the internet, I discovered that my joke was pretty close to reality.

The sparkling brooch dates back to the fifties of last century. The next day I pinned it on my purple jacket and it really makes a good impression. On Etsy.com a very similar brooch, by the same brand, is on sale at a rather high price.
When it comes to vintage custom jewelry one thinks immediately to names like Coro, Trifari or Napier, well known US brands that have marked the history of the custom jewelry, creating important pieces, highly sought after by the collectors. But in the same years, in Canada, another name arose, that of Gustave Sherman, who in 1947 founded in Montreal the “Sherman Costume Jewerly”, remained active until 1981.
Sherman and his jewelers created unique pieces that soon arrived in Europe. The jewels were designed and made according to monochromatic schemes and exploiting the nuances and the lights of the Svarovski crystals, the real stars of the creations of this brand, one of the best of the golden years of high quality custom jewelry.
These photos of my brooch Sherman were taken over a page of Dante’s Vita Nova (“Women who have intelligence of love”), with Parsifal as guest star!

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Fonte: http://www.collectorsweekly.com