Venezia, esterno notte

Venezia, esterno notte

“Fa pensare davvero alla carta da musica, ai fogli di una musica eseguita in continuazione: le partiture si avvicendano come ondate di marea, le barre del pentagramma sono i canali con gli innumerevoli legati dei ponti, delle lunghe finestre o dei curvi fastigi delle chiese di Codussi, per non parlare dei violini che hanno prestato il manico alle gondole. Sì, tutta la città somiglia a un’immensa orchestra, specialmente di notte, con i leggii appena illuminati dei palazzi, con un coro instancabile di onde, col falsetto di una stella nel cielo (..). La musica, s’intende, è ancora più grande dell’orchestra; e non c’è mano che possa voltare il foglio”.

Iosif Brodskij, “Fondamenta degli incurabili

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Venezia, dove nasce un sogno

Venezia, dove nasce un sogno

“Ma quando siamo usciti, stanchi e intontiti, dalla stazione di Venezia e abbiamo visto il Canal Grande e i palazzi marmorei che sfioravano l’acqua melmosa, quel gioiello di cultura che si dondolava sui canali fetidi e muffosi, abbiamo improvvisamente compreso quanto forte e tenace è l’uomo e quanto meraviglioso è il suo spirito, e si è destato in noi un tale amore per l’umanità, l’umanità con le sue pene e le sue epidemie; e siamo penetrati ad occhi aperti dentro un sogno, perché Venezia è il sogno di ogni città”. (Abraham Yehoshua)

Quanto è stato già detto, scritto, raccontato su Venezia? Quante foto sono state scattate alle sue finestre fiorite, ai suoi ponti, nelle calli, nei campi baciati dal sole o invasi dalla pioggia? Me lo chiedevo mentre camminavo anch’io tra le sue vie, in mezzo a mille (e mille altri) scorci suggestivi, mentre scattavo l’ennesima foto, di sicuro già scattata, già vista, magari stampata in seppia e appesa al muro di qualche vecchia pensione, o in qualche ristorante tipico.

Che cos’ha di unico questo luogo, cosa lo rende così speciale, cosa spinge, ogni anno, milioni di persone a visitarlo, ad affollare le sue chiese, a disturbare la quiete dei suoi (ormai) pochi abitanti? Impossibile dare un’ unica risposta a questo interrogativo che mi ha accompagnato per tutta la breve vacanza che ci siamo regalati a Venezia; è impossibile perché ognuno ha la sua, di risposta.

Siamo riusciti a sfuggire alla folla, scegliendo luoghi solitari, assolati, dove siamo arrivati dopo lunghissime passeggiate o andando lenti sull’acqua, inseguendo il profumo del gelsomino sui muri screpolati, attratti dall’odore di pulito del bucato che qui si stende al sole tra le case, fermandoci davanti alle vecchie insegne di legno, osservando la gente muoversi per le strade … dal mattino presto fino al tramonto, e alla sua luce magica, sul Canal Grande ❤

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Informazioni pratiche

Abbiamo alloggiato al B&B Hortus, a Dorsoduro, vicino sia alla fermata del vaporetto di Ca’ Rezzonico, sul Canal Grande, sia a quella di Fondamenta Zattere, sul Canale della Giudecca .

Ristoranti e osterie

  • Ostaria da Rioba, Fondamenta della Misericordia 2553, Cannaregio
  • Ostaria ai Pugni, Fondamenta Gherardini 2836, Dorsoduro
  • Cantina do Spade, Calle del Scaleter, 859 (vicino Rialto)
  • Osteria “Il Paradiso Perduto”, Fondamenta della Misericordia, 2540, Cannaregio
Bergamo: due città, un’unica bellezza

Bergamo: due città, un’unica bellezza

Da quando ho inaugurato il blog il primo post dopo le vacanze di Natale è sempre stato dedicato a Milano e alle passeggiate che facciamo in città durante le ferie. Quest’anno invece il primo post del 2018 lo dedico a Bergamo, città speciale e molto bella nella quale abbiamo trascorso una giornata poco prima di Capodanno. C’era un sole splendente (e un’arietta pungente!) e, passeggiando, abbiamo scoperto una piccola perla nel cuore della Lombardia: la parte “bassa” e i suoi palazzi dalle facciate colorate (e negozi adorabili) e la parte “alta”, quella per cui è maggiormente nota la città, ricchissima di scorci, angoli, vicoli, facciate e vetrine, che ho cercato di immortalare nonostante le mani congelate e la folla enorme in giro per le strade.

Nel prossimo post una spilla Trifari e una passeggiata nel cuore di Milano, stay tuned!

PS. Lo ignoravo (mea culpa!), ma Bergamo è la città natale di Gaetano Donizetti e per un’appassionata di opera come me è un valore aggiunto ❤

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