Di passeggiate e tradizioni da rispettare: Brera, Milano

Di passeggiate e tradizioni da rispettare: Brera, Milano

“Se fotografi uno sconosciuto, nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te” (G. Tornatore)

Ho fotografato una sposa a Brera, sotto una vetrina perfetta per il suo giorno più bello, e ho augurato a questa sconosciuta “catturata” per un istante un futuro stupendo, come il negozio sotto cui, per caso, l’ho immortalata.

Brera è un quartiere bellissimo, uno dei primi luoghi di cui mi sono innamorata a Milano, visitandola più di dieci anni fa. Ho una foto di quel viaggio in cui sorrido felice al centro di Via dei Fiori Chiari, poco prima di entrare a visitare la Pinacoteca. Non c’era nessuno in giro per la città quella mattina, pochi bar aperti e un freddo pungente.

In una fredda giornata di sole di fine dicembre, dieci anni dopo, sono di nuovo a passeggio per Milano, come da tradizione di Natale; cammino a lungo nonostante il clima gelido, confortata dal sole quasi accecante che mi impedisce di fare le foto che vorrei: tra tutte quelle che ho scattato salvo poche immagini di facciate di palazzi, di negozi e vetrine vestite a festa, di piazze quasi deserte.

Alla fine ci sono le mie foto: sono infreddolita ma felice della giornata, mi faccio scattare una fotodiprofilo (!), gioco con le colonne nel cortile della Pinacoteca e sul cappotto ho una nuova spilla Trifari ❤

A presto!

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Cappotto: Max Mara – Sciarpa: Save The Queen! – Spilla vintage: Trifari

Come indossare una spilla, secondo me

Come indossare una spilla, secondo me

Saluto questo anno con un collage speciale (e autoreferenziale, ma spero di essere perdonata!): secondo le statistiche, infatti, alcuni dei post del blog più ricercati sono quelli della serie “come indossare una spilla”. Ne ho scritti tre più di un anno e mezzo fa (li potete leggere qui, qui e qui), con varie foto e diverse alternative su come si possa indossare una spilla, quindi ho pensato che poteva essere carino chiudere il 2017 con un post “ispirazione” e mostrare come, in diversi articoli, ho indossato le spille della mia collezione: da Coro a Trifari, dal cappotto ai capelli.. tanti modi per indossare tante spille! La mia collezione intanto cresce e di recente si è arricchita di una Trifari anni ’60 veramente bella che ho ricevuto in regalo. Spero di mostrarvela presto 🙂

Buone Feste, ci rileggiamo nel 2018!

Questa è la bacheca del mio Pinterest dove potete trovare altri modi per indossare le spille, enjoy it! ❤

Una Roma che non è Roma: San Saba

Una Roma che non è Roma: San Saba

C’è una Roma che non sembra Roma e che è uno dei miei luoghi preferiti in questa città: a San Saba, sul piccolo colle di fronte all’Aventino, sembra quasi che il tempo si sia fermato; allontanandosi, ma di poco, dalla confusione e dalla folla, ci si ritrova in un “piccolo paese” fatto di case a due e a quattro piani, strade tranquille e gatti che dormono beati sui marciapiedi. E’ un paese che basta a se stesso, con la sua chiesa, il suo teatro, il negozio di alimentari, l’edicola. Questo piccolo angolo di tranquillità è a due passi dalla Piramide Cestia e dal movimentato rione di Testaccio ed è per fortuna poco noto ai turisti che gli preferiscono luoghi più famosi, come il vicino Giardino degli Aranci.

Ci siamo ritrovati sui gradini delle sue scalinate solitarie e abbiamo esplorato i cortili ricchi di verde e di panni stesi al sole del primo pomeriggio.

Questo post, un po’ per caso e un po’ per piacere, è per me una sorta di ritorno agli inizi, perché in alcune foto ci sono anch’io e perché indosso una spilla della mia collezione: quando ho inaugurato il blog, infatti, la mia idea era di raccontare delle mie spille, delle curiosità legate alla loro storia e di come le “indosso” (senza pretese fashion). Poi con il tempo il blog è diventato una specie di diario di viaggio, un raccoglitore di ricordi, un luogo di condivisione dei miei tentativi fotografici; sono contenta di quello che è oggi questo piccolo spazio personale nel quale, tra alti e bassi, scrivo da due anni.

Al prossimo post ❤

PS. Il vestito, che adoro, è stato cucito per me da Cristina di L’atelier sul Brenta, una sarta dolcissima che dà alle sue creazioni i nomi di eroine letterarie: il mio si chiama Emma,  come la protagonista di Madame Bovary; la spilla è di Liz Clairbone.

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