Roma, non basta una vita

Roma, non basta una vita

Dopo giorni di pioggia e di incertezza una Pasqua assolata ci ha regalato un pomeriggio all’aperto, passeggiando per quella Roma che non finisce mai di stupirci.

La città è una scoperta continua: è una piccola piazza che si apre improvvisamente dove non te l’aspetti, un lungo viale alberato su facciate di palazzi degli inizi del secolo scorso, è uno dei tanti piccoli musei pieni di bellezza ma dimenticati in ragione dei grandi, è il tramonto che trae riflessi dalla facciata dorata di San Paolo fuori dalle Mura.

Questa Basilica, per la sua posizione decentrata, è un’oasi di pace; la sua magnificenza mi ha lasciato senza parole e il suo Chiostro solitario mi ha conquistato come sempre mi succede in questi luoghi: c’eravamo solo noi ad ammirare le colonne decorate, tutte diverse, a scattarci foto e a cogliere i raggi di sole del pomeriggio sulle piccole tessere dei suoi mosaici.

Dalla Basilica siamo arrivati all’EUR, uno di quartieri più dimenticati dal turismo in città: il suo “Colosseo quadrato”, ovvero il Palazzo della Civiltà italiana, regala scorci molto suggestivi al tramonto, ma in primavera è bello anche passeggiare sotto i sakura in fiore sulle sponde del Laghetto: non sarà la passeggiata dei filosofi di Kyoto ma ha comunque il suo fascino.

Sullo sfondo la cupola bianca della Basilica dei Santi Pietro e Paolo abbraccia idealmente questa Roma più nascosta e dall’alto della sua scenografica scalinata domina, pacifica, la città che lentamente se ne va verso il mare ❤

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Il titolo del post è un libro di Silvio Negro, edito da Neri Pozza, che racconta di Roma e della sua grande bellezza: l’espressione fu coniata da Dino Buzzati, amico dell’autore.

Gli altri post dedicati alla fioritura dei ciliegi sono qui e qui

Vacanze romane

Vacanze romane

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (Italo Calvino)

Sono andata alla ricerca di una risposta qualche giorno fa, in giro per la mia città come non facevo da troppo tempo; ho preso la macchina fotografica, sono uscita di casa con l’intenzione di visitare una mostra e di passeggiare poi senza mèta per le vie del centro, facendomi guidare solo dagli scorci, dai dettagli, dalle impressioni.

Nella mia lunga camminata ho incontrato delle turiste che si erano perse e ho fatto un po’ di strada con loro, raccontando di Roma, di Bernini, di Giordano Bruno, di Pasquino, tutto nel mio pessimo inglese che non mi impedisce comunque di tacere quando si tratta di parlare di qualcosa che amo.

Sono arrivata fino al “mio” posto romano, ho guardato gli angeli, ho notato dei particolari come mai prima di quel giorno, prendendomi tutto il tempo necessario per svoltare in una via piuttosto che in un’altra, magari più diretta, ma meno suggestiva; ho assaggiato tè cinese in un posto adorabile che volevo visitare da tempo, tra tazze vintage e tulipani, e mi sono incantata tra i tesori di un negozietto di bijoux d’epoca scegliendo una nuova spilla per la mia collezione.

Quando ho raggiunto la mostra sono stata distratta da una piccola porta verde sul grande muro di una chiesa, ho ritardato l’ingresso, mi sono di nuovo persa tra i vicoli e davanti alla scalinata di Sant’Agostino sono tornata indietro con i ricordi, a un giorno caldissimo di alcuni anni fa, quando accompagnai una persona speciale a vedere i piedi sporchi dei pellegrini, pellegrini quasi anche noi in quella Roma stupenda, che sembrava promettere tanto e che tanto ci ha dato.

Infine, stanca ma felice, sono entrata a Palazzo Altemps e anche là mi sono persa tra le sale vuote, con le statue antiche come compagne, tra le suggestioni e le creazioni di un artista visionario (Fornasetti).

La foto che mi ritrae un po’ sognante ma contenta l’ha scattata una povera ragazza che non aveva idea di come si tenesse in mano una macchina con un obiettivo fisso: ne è venuta fuori un’inquadratura con le mie mani tagliate, ma mi è piaciuta tanto comunque.

A presto ❤

PS. In basso vi segnalo i riferimenti dei due negozi.

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* Té e teiere, Via dei Banchi Nuovi 37

* Bibelot bijoux d’epoca, Via dei Banchi Nuovi 2

Villa Aldobrandini, il giardino pensile nel cuore di Roma

Villa Aldobrandini, il giardino pensile nel cuore di Roma

Tuttavia Roma è la mia città. Talvolta posso odiarla (..). Ma Roma è inconoscibile, si rivela col tempo e non del tutto. Ha un’estrema riserva di mistero e ancora qualche oasi” (Ennio Flaiano)

Mi sento un po’ come Flaiano alle volte, nel mio rapporto con Roma: non ci sono nata, non ci sono cresciuta, sono approdata a Roma quasi vent’anni fa ed è diventata, da allora, la mia città; mi fa arrabbiare spesso, per la sua inefficienza e per quel suo essere così indolente; vivere a Roma è ormai divenuto per molti aspetti un vero e proprio “atto di fede”.

Ci sono però giorni in cui al tramonto arriva la luce giusta su Santa Maria Maggiore, nel momento in cui da via Urbana ti ritrovi su via Panisperna, poi prosegui e tra i palazzi scorgi il Colosseo e così la bellezza e l’eternità di questa città, ancora una volta, ti colpiscono dritti al cuore.

Seguendo questo percorso qualche giorno fa abbiamo fatto una passeggiata per raggiungere Villa Aldobrandini, un piccolo giardino che si affaccia su Largo Magnanapoli e dal quale si gode di una bella vista della città: da un lato la Chiesa dei Santi Domenico e Sisto, la Torre delle Milizie, più indietro l’Altare della Patria e i tetti di Roma e le tante cupole delle sue innumerevoli chiese.

Passeggiando per Monti (uno dei quartieri storici e più belli del centro) abbiamo scoperto la piccola chiesa di Sant’Agata dei Goti, con il suo chiostro molto raccolto, nel quale non ho potuto fare a meno di scattare (e farmi scattare) un po’ di foto.

Dopo la visita alla chiesa siamo saliti alla villa, un vero e proprio giardino pensile nel cuore della città, un’oasi tranquilla dove ho trovato un meraviglioso albero vestito dei colori dell’autunno, che fa ombra a due figure reclinate e senza testa: le statue che adornano la villa, infatti, sono tutte senza testa, eccetto una, la cui espressione tormentata, però, non lascia presagire nulla di buono 😉

A presto ❤

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