Vacanze romane (II)

Vacanze romane (II)

E’ passato più di un anno dall’ultimo post dedicato a Roma; quando vivi in un luogo troppo a lungo, per quanto bello, per quanto eterno, per quanto unico, arriva a volte il momento in cui quel luogo ti sta stretto e in cui non riesci più a guardarlo con gli occhi innamorati dei primi tempi.

Così è passato un anno e io non ho più passeggiato per Roma con la mia macchina fotografica. Qualche tempo fa, però, in una di quelle giornate che anticipano la primavera che solo Roma sa regalare, quei giorni dal clima mite e dolce, che invitano ai pranzi all’aperto e alle lunghe passeggiate, in uno di quei giorni, dicevo, ho fotografato di nuovo la mia città, camminando da Castel Sant’Angelo, il mio posto del cuore, fino a Trastevere.

Poche foto per un luogo unico, eterno e sempre magico ❤

Roma, non basta una vita

Roma, non basta una vita

Dopo giorni di pioggia e di incertezza una Pasqua assolata ci ha regalato un pomeriggio all’aperto, passeggiando per quella Roma che non finisce mai di stupirci.

La città è una scoperta continua: è una piccola piazza che si apre improvvisamente dove non te l’aspetti, un lungo viale alberato su facciate di palazzi degli inizi del secolo scorso, è uno dei tanti piccoli musei pieni di bellezza ma dimenticati in ragione dei grandi, è il tramonto che trae riflessi dalla facciata dorata di San Paolo fuori dalle Mura.

Questa Basilica, per la sua posizione decentrata, è un’oasi di pace; la sua magnificenza mi ha lasciato senza parole e il suo Chiostro solitario mi ha conquistato come sempre mi succede in questi luoghi: c’eravamo solo noi ad ammirare le colonne decorate, tutte diverse, a scattarci foto e a cogliere i raggi di sole del pomeriggio sulle piccole tessere dei suoi mosaici.

Dalla Basilica siamo arrivati all’EUR, uno di quartieri più dimenticati dal turismo in città: il suo “Colosseo quadrato”, ovvero il Palazzo della Civiltà italiana, regala scorci molto suggestivi al tramonto, ma in primavera è bello anche passeggiare sotto i sakura in fiore sulle sponde del Laghetto: non sarà la passeggiata dei filosofi di Kyoto ma ha comunque il suo fascino.

Sullo sfondo la cupola bianca della Basilica dei Santi Pietro e Paolo abbraccia idealmente questa Roma più nascosta e dall’alto della sua scenografica scalinata domina, pacifica, la città che lentamente se ne va verso il mare ❤

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Il titolo del post è un libro di Silvio Negro, edito da Neri Pozza, che racconta di Roma e della sua grande bellezza: l’espressione fu coniata da Dino Buzzati, amico dell’autore.

Gli altri post dedicati alla fioritura dei ciliegi sono qui e qui

Vacanze romane

Vacanze romane

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (Italo Calvino)

Sono andata alla ricerca di una risposta qualche giorno fa, in giro per la mia città come non facevo da troppo tempo; ho preso la macchina fotografica, sono uscita di casa con l’intenzione di visitare una mostra e di passeggiare poi senza mèta per le vie del centro, facendomi guidare solo dagli scorci, dai dettagli, dalle impressioni.

Nella mia lunga camminata ho incontrato delle turiste che si erano perse e ho fatto un po’ di strada con loro, raccontando di Roma, di Bernini, di Giordano Bruno, di Pasquino, tutto nel mio pessimo inglese che non mi impedisce comunque di tacere quando si tratta di parlare di qualcosa che amo.

Sono arrivata fino al “mio” posto romano, ho guardato gli angeli, ho notato dei particolari come mai prima di quel giorno, prendendomi tutto il tempo necessario per svoltare in una via piuttosto che in un’altra, magari più diretta, ma meno suggestiva; ho assaggiato tè cinese in un posto adorabile che volevo visitare da tempo, tra tazze vintage e tulipani, e mi sono incantata tra i tesori di un negozietto di bijoux d’epoca scegliendo una nuova spilla per la mia collezione.

Quando ho raggiunto la mostra sono stata distratta da una piccola porta verde sul grande muro di una chiesa, ho ritardato l’ingresso, mi sono di nuovo persa tra i vicoli e davanti alla scalinata di Sant’Agostino sono tornata indietro con i ricordi, a un giorno caldissimo di alcuni anni fa, quando accompagnai una persona speciale a vedere i piedi sporchi dei pellegrini, pellegrini quasi anche noi in quella Roma stupenda, che sembrava promettere tanto e che tanto ci ha dato.

Infine, stanca ma felice, sono entrata a Palazzo Altemps e anche là mi sono persa tra le sale vuote, con le statue antiche come compagne, tra le suggestioni e le creazioni di un artista visionario (Fornasetti).

La foto che mi ritrae un po’ sognante ma contenta l’ha scattata una povera ragazza che non aveva idea di come si tenesse in mano una macchina con un obiettivo fisso: ne è venuta fuori un’inquadratura con le mie mani tagliate, ma mi è piaciuta tanto comunque.

A presto ❤

PS. In basso vi segnalo i riferimenti dei due negozi.

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* Té e teiere, Via dei Banchi Nuovi 37

* Bibelot bijoux d’epoca, Via dei Banchi Nuovi 2