Di passeggiate e tradizioni da rispettare: Brera, Milano

Di passeggiate e tradizioni da rispettare: Brera, Milano

“Se fotografi uno sconosciuto, nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te” (G. Tornatore)

Ho fotografato una sposa a Brera, sotto una vetrina perfetta per il suo giorno più bello, e ho augurato a questa sconosciuta “catturata” per un istante un futuro stupendo, come il negozio sotto cui, per caso, l’ho immortalata.

Brera è un quartiere bellissimo, uno dei primi luoghi di cui mi sono innamorata a Milano, visitandola più di dieci anni fa. Ho una foto di quel viaggio in cui sorrido felice al centro di Via dei Fiori Chiari, poco prima di entrare a visitare la Pinacoteca. Non c’era nessuno in giro per la città quella mattina, pochi bar aperti e un freddo pungente.

In una fredda giornata di sole di fine dicembre, dieci anni dopo, sono di nuovo a passeggio per Milano, come da tradizione di Natale; cammino a lungo nonostante il clima gelido, confortata dal sole quasi accecante che mi impedisce di fare le foto che vorrei: tra tutte quelle che ho scattato salvo poche immagini di facciate di palazzi, di negozi e vetrine vestite a festa, di piazze quasi deserte.

Alla fine ci sono le mie foto: sono infreddolita ma felice della giornata, mi faccio scattare una fotodiprofilo (!), gioco con le colonne nel cortile della Pinacoteca e sul cappotto ho una nuova spilla Trifari ❤

A presto!

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Cappotto: Max Mara – Sciarpa: Save The Queen! – Spilla vintage: Trifari

La GAM di Milano, un tesoro da scoprire

La GAM di Milano, un tesoro da scoprire

Non sono mai stata un’amante della scultura; fino a qualche anno fa, alla domanda se preferissi la pittura o la scultura avrei scelto senza indugio la prima; ora sono in bilico tra le due: continuo ad amare i colori sulla tela, i minuziosi tratti di pennello e i dipinti di figure femminili, ma ho iniziato ad apprezzare anche la scultura, il marmo bianchissimo modellato e reso quasi vivo, le figure cesellate al dettaglio.

A Milano qualche settimana fa ho visitato la GAM, la ricca collezione di sculture e dipinti ospitata nella Villa Reale, che, a mio parere, rappresenta l’unione perfetta tra una splendida cornice e opere d’arte sapientemente disposte. La Galleria espone opere di Canova, Appiani, Hayez, Segantini, Zandomeneghi, De Nittis e anche di artisti internazionali come Picasso, Corot e Toulouse-Lautrec, per citarne solo alcuni.

Le sale della villa erano poco affollate e ho potuto soffermarmi a lungo a guardare le sculture riflesse negli specchi, a scoprire che nella collezione sono compresi quadri del mio amato Boldini, a riempirmi gli occhi della lucentezza del marmo e a commuovermi ancora una volta davanti all’infelice passione di Paolo e Francesca che “amor condusse (..) ad una morte“.

A presto!

PS. Le prime foto sono quelle della mostra “100 anni. Scultura a Milano 1815-1915” (fino al prossimo 03 dicembre).

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N. Schiavoni “L’ingenuità (Giovane donna)”
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A. Canova “Ebe” – A. Appiani “La regina Elisabetta d’Ungheria soccorre i bisognosi”

 

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N. Schiavoni “L’afflizione (La malinconia)”
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F. Hayez “La Maddalena”
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G. Spertini “Fanciulla intenta a scrivere” – M. Bianchi “Cleopatra”
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P. Magni “La legatrice” – F. Faruffini “Lettrice”
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E. Sala “Ritratto di signora” – G. Pandiani “Egle al fonte”
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F. Hayez 
“Ritratto della contessina Antonietta Negroni Prati Morosini”

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A. Puttinati “Paolo e Francesca”

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G. Boldini “Busto di giovane donna con un fiore”

 

Un’altra Milano

Un’altra Milano

“Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte” (C. Castellaneta sulla sua Milano)

Nel primo giorno d’autunno, ma con un clima da classica ottobrata romana, ho passato una giornata a Milano, cercando di scoprire la sua anima più nascosta e riservata. Ho iniziato dai cortili dei Navigli, con le tipiche case di ringhiera e i piccoli negozi dalle vetrine adorabili, andando poi alla scoperta di una vecchia cascina ristrutturata che ospita un ristorante, una fioreria e una ciclo-officina immersa nel verde. Nel frattempo ho scelto un bar con tavolini all’aperto per fermarmi a osservare “le due sponde che non si risolvono (…) come le rive del Naviglio”*, la gente a passeggio, i turisti sorpresi dal caldo, i ragazzi in bicicletta.

Ogni volta che vado a Milano decido di visitare una mostra o un museo, puntualmente trovo sole e clima mite (anche d’inverno) e quindi mi ritrovo all’aperto, a passeggio: così il museo deve aspettare e la mostra finire senza che io l’abbia degnata di attenzione.. in questa occasione, complice un appuntamento, non ho mancato di visitare la GAM (di cui vi parlerò presto), ma prima di arrivare in centro sono passata per una via deliziosa fatta di casette colorate a due piani, piccoli giardini e cortili sul retro. Lì, sotto un albero di melograno e una casa dalla facciata lilla, ho pensato a quanto mi piacerebbe appartenere a questa città e anche viverci (e non me ne voglia la “mia” Roma) ❤

Al prossimo post!

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* Il gobbo, Alda Merini