Una Traviata alla moda

Una Traviata alla moda

Qualche sera fa, complici marito e gatto assenti, mi sono regalata un biglietto per l’opera, o meglio, come direbbero alcuni, per l’Opera: lo so che ognuno ha la sua preferita e che, diranno alcuni, vuoi mettere il Don Giovanni o una qualunque wagneriana, ma in Italia se dici opera la maggior parte delle persone pensa a Violetta, ovvero “La Traviata”; certo, lo so, a Roma se dici opera dici “Tosca” e lo sostengo anch’io, ma ne riparleremo. Lungi da me il giudizio a livello musicale, perché io di musica ne so esattamente quanto ne so di fisica quantistica, so solo che nell’immaginario collettivo (più o meno) una delle opera più amate, più rappresentate e uno dei pilastri su cui si fonda la lirica in lingua italiana (insieme a “Vincerò”)* è quell’”Amami Alfredo” che ad ascoltarlo l’altra sera mi sono emozionata come una bambina! Merito di un soprano molto in parte (la splendida Francesca Dotto), merito di una scenografia tradizionale ma molto suggestiva e merito di chi ha voluto questa Traviata “alla moda”: Valentino Garavani.

E’ alla moda perché i costumi, splendidi, sono stati disegnati dalla Maison romana e perché gli abiti della protagonista sono creazioni dello stesso Valentino, che la sera della première ha appuntato personalmente il fiore sui capelli del soprano. I due abiti di Violetta nelle scene “collettive” sono sontuosi: nella prima scena le donne sono tutte in abiti di chiffon dai toni chiari e lei è in nero con strascico azzurro, nell’altra il soprano indossa un abito rosso Valentino (fantastico) e le altre donne sono in nero.

La regista, Sofia Coppola, non ha peccato di eccentricità e ha diretto uno spettacolo tradizionale con spunti secondo me azzeccati: Violetta che scende lentamente le scale durante l’ouverture è quello che mi è piaciuto di più. Toccante e visivamente perfetto il finale: Violetta e Alfredo in ombra e la luce che illumina solo la finestra, molto suggestivo.

La mia non vuole essere una recensione, ma solo la personalissima impressione su uno spettacolo bello, commovente e di forte impatto. Concludo riportando il  parere, breve ma efficace, di un’amica che ha visto lo spettacolo prima di me: “mi si sono aggrovigliate le budella“! (Julia Roberts in Pretty Woman)!

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Locandine a confronto

 

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L’abito del II quadro (Atto II) e il bozzetto di Valentino

traviata scena I

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traviata4 - Copia

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Foto: http://www.operaroma.it/

* Alessandro Baricco nella trasmissione “L’amore è un dardo”

Furoshiki giveaway

Furoshiki giveaway

I miei venticinque lettori” sanno ormai fin troppo bene che il mio ultimo viaggio è stato per me molto importante; lo è stato così tanto che gli ultimi post sono stati tutti un “Giappone di qua, Giappone di là”! Tra foto, racconti e ricordi ci sarebbe davvero ancora tanto da dire e condividere; mi riservo di farlo in futuro, in caso di gravi attacchi di nostalgia, ma mi piacerebbe adesso concludere la parentesi giapponese con il giveaway al quale sto pensando da quando sono rientrata. In realtà ci avevo pensato già mentre ero in viaggio: così tra furoshiki dalle mille sfumature, pronti a trasformarsi in deliziose borsette, ho scelto una versione a pois. Insieme al foulard ci sono le istruzioni (in giapponese, con le figure!) e i manici in plastica per realizzare la borsa così come l’avete vista (solo un po’ più piccola) nel post dedicato. E’ un regalo piccolo piccolo ma mi fa piacere condividerlo con una di voi!

Il furoshiki mi ha colpito fin da subito perché è una specie di handmade per chi non ha manualità, visto che in realtà si tratta solo di annodare un foulard..

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Per partecipare basta essere iscritti al blog, commentare il post con il proprio nome e condividerlo su un social a scelta. Nel commento, se volete, potere scrivere anche qual è il viaggio dei vostri sogni: uno dei miei era proprio il Giappone, ma sono curiosa di conoscere anche i vostri!

Il giveaway scadrà il 10 giugno.

Gatti, blog e riflessioni varie

Gatti, blog e riflessioni varie

Aprendo il blog la mia intenzione era di raccontare delle mie spille vintage: la storia dei marchi, le vicende legate all’acquisto e il modo in cui le indosso erano i miei punti fermi. Poi andando avanti mi sono resa conto che le spille erano solo (o quasi) il pretesto per raccontare qualcosa in più: le passeggiate, le vacanze, Roma …Non ho mai pensato di aprire un fashion blog, sono talmente poco fashion che la sola idea è di per sé un ossimoro!! Mi piace la moda, mi piacciono i bei vestiti e di recente ho capito quale grande patrimonio sia tutto quello che viene definito “vintage” e ho scelto uno stile leggermente retrò. Lungi da me l’idea di dare consigli di stile o di usare questo spazio come viene fatto egregiamente da tante blogger che, in questi mesi, ho conosciuto e ho imparato ad apprezzare.

Alcuni post che avete letto, un po’ per vanità e un po’ per divertimento, erano dedicati ai miei look, ma la realtà è che il mio avrebbe dovuto essere un blog di fotografia, uno spazio virtuale in cui condividere una passione importante. Ho sempre cercato di fare belle foto, è un sogno che rincorro da almeno metà della mia vita e ultimamente, senza presunzione, mi sembra di essere arrivata a una discreta predisposizione per questa forma d’arte. Non penso di essere una novella Vivian Maier e sono altresì convinta che, dopo di lei, di Cartier-Bresson e alcuni altri maestri, la fotografia sappia sempre di “già visto”. In mezzo a tutto questo deja vu  mi piacerebbe mettere però anche il mio personale “occhio fotografico”.
Sono almeno due settimane che non scrivo e non pubblico nulla, è un momento di stanchezza e di fatica, la vita non sempre ci sorride e non è sempre facile staccare la spina e dedicarsi a quelle amenità che ho elegantemente aggiunto al titolo del blog. Non c’è sempre posto per le frivolezze, ma a volte è nostro dovere trovare anche il tempo per esse e questo cerco di fare, tra alti e bassi.
Inizialmente avevo pensato di abbandonare il blog, però poi, ripensandoci: modificare, cambiare, cercare nuovi stimoli questo mi piacerebbe fare! Così nel post di oggi condivido poche foto fatte ultimamente, un venerdì sera rapidissimo a Milano, tra gatti e grattacieli, ma senza di me, perché mi sono vista pure troppo su questo blog!

(EN) When I opened my blog, my intention was to tell of my vintage brooches: the history of the brands, the events related to the purchase and the way I wear them were my strong points. Then going forward, I realized that the brooches were only (or almost) a pretext to tell something more: the walks, the vacation, Rome … I never thought of opening a fashion blog, I have so little fashion that only the idea itself is an oxymoron !! I like fashion, I like nice clothes and I recently realized what great heritage is all that is called “vintage” and I chose a slightly retro style. Far be it from me to give advice on style or use this space as it is very well done by many bloggers I’ve recently met and learned to appreciate. Some posts you have read, a bit for vanity and for fun, were dedicated to my looks, but the truth is that my blog was supposed to be a photo blog, a virtual space in which to share an important passion. I always tried to take good pictures (it’s a dream I’ve chased since my all life!) and recently, without presumption, I seem to have come to a fair arrangement for the art form. I do not think I’m a new Vivian Maier and I’m also convinced that, after her, Cartier-Bresson and some other masters, photography is always something “already seen”. In the midst of all this deja vu I’d like to also put my own “photographic eye”. It’s been at least two weeks since I last wrote and posted anything. It is a moment of tiredness and fatigue, life does not always smile at us and it isn’t always easy to unplug and dedicate ourselves to those amenities that I elegantly added to the title of the blog. There isn’t always room for frivolity, but sometimes it is our duty to find time for them and I’m trying to do this, through highs and lows. I thought about abandoning the blog, but then I changed my mind. I’d like to modify, change and try new ideas! So in today’s post I’ll share a few photos made lately, on a very fast Friday night in Milan. They show  cats and skyscrapers, but I’m not in them, because I’ve been on this blog far too much!