Settembre, ovvero delle buone intenzioni

Settembre, ovvero delle buone intenzioni

Ho aspettato quasi con ansia l’arrivo di questo settembre, forse perché ho lavorato tutta l’estate, che è stata troppo calda, o forse perché sono cambiata e da amante della stagione del sole sono pian piano diventata amante dei mesi “di mezzo”. A settembre è ancora estate ma da un momento all’altro può essere autunno, quando le prime pioggie rinfrescano l’aria e Roma diventa ancora più problematica; così ci rifugiamo in casa, con un té caldo e con un libro, o con una serie televisiva in costume vista e rivista tante volte (nel mio caso Emma della BBC).

Settembre è il mese in cui tornavamo a scuola, ma anche ora che a scuola non ci andiamo più settembre resta il mese in cui si “ricomincia”: ci si iscrive in palestra o a un corso di yoga, si sceglie come impiegare i successivi nove mesi fino alla prossima estate e alle prossime vacanze.

Quindi ecco le mie buone intenzioni per questo nuovo anno scolastico senza cartella, ma sempre con tanti sogni e tante idee:

  1. dedicarmi al blog, senza scadenze e senza ansia, ma solo per il piacere di condividere;
  2. abbonarmi a Flow magazine, perché è una rivista fantastica;
  3. iscrivermi a un corso di Lindy Hop, o almeno partecipare a una lezione di prova (e capire se sia un ballo che fa per me);
  4. comprare una spilla vintage “preziosa”, come una Coro duette, visto che me la sogno da anni;
  5. stampare le foto che ho scattato negli ultimi mesi ed appenderle alla parete.

Al prossimo post!

Foto da Pinterest

Una Traviata alla moda

Una Traviata alla moda

Qualche sera fa, complici marito e gatto assenti, mi sono regalata un biglietto per l’opera, o meglio, come direbbero alcuni, per l’Opera: lo so che ognuno ha la sua preferita e che, diranno alcuni, vuoi mettere il Don Giovanni o una qualunque wagneriana, ma in Italia se dici opera la maggior parte delle persone pensa a Violetta, ovvero “La Traviata”; certo, lo so, a Roma se dici opera dici “Tosca” e lo sostengo anch’io, ma ne riparleremo. Lungi da me il giudizio a livello musicale, perché io di musica ne so esattamente quanto ne so di fisica quantistica, so solo che nell’immaginario collettivo (più o meno) una delle opera più amate, più rappresentate e uno dei pilastri su cui si fonda la lirica in lingua italiana (insieme a “Vincerò”)* è quell’”Amami Alfredo” che ad ascoltarlo l’altra sera mi sono emozionata come una bambina! Merito di un soprano molto in parte (la splendida Francesca Dotto), merito di una scenografia tradizionale ma molto suggestiva e merito di chi ha voluto questa Traviata “alla moda”: Valentino Garavani.

E’ alla moda perché i costumi, splendidi, sono stati disegnati dalla Maison romana e perché gli abiti della protagonista sono creazioni dello stesso Valentino, che la sera della première ha appuntato personalmente il fiore sui capelli del soprano. I due abiti di Violetta nelle scene “collettive” sono sontuosi: nella prima scena le donne sono tutte in abiti di chiffon dai toni chiari e lei è in nero con strascico azzurro, nell’altra il soprano indossa un abito rosso Valentino (fantastico) e le altre donne sono in nero.

La regista, Sofia Coppola, non ha peccato di eccentricità e ha diretto uno spettacolo tradizionale con spunti secondo me azzeccati: Violetta che scende lentamente le scale durante l’ouverture è quello che mi è piaciuto di più. Toccante e visivamente perfetto il finale: Violetta e Alfredo in ombra e la luce che illumina solo la finestra, molto suggestivo.

La mia non vuole essere una recensione, ma solo la personalissima impressione su uno spettacolo bello, commovente e di forte impatto. Concludo riportando il  parere, breve ma efficace, di un’amica che ha visto lo spettacolo prima di me: “mi si sono aggrovigliate le budella“! (Julia Roberts in Pretty Woman)!

locandinatraviatacollage
Locandine a confronto

 

FotorCreated
L’abito del II quadro (Atto II) e il bozzetto di Valentino

traviata scena I

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traviata4 - Copia

traviatafinale

Foto: http://www.operaroma.it/

* Alessandro Baricco nella trasmissione “L’amore è un dardo”

Furoshiki giveaway

Furoshiki giveaway

I miei venticinque lettori” sanno ormai fin troppo bene che il mio ultimo viaggio è stato per me molto importante; lo è stato così tanto che gli ultimi post sono stati tutti un “Giappone di qua, Giappone di là”! Tra foto, racconti e ricordi ci sarebbe davvero ancora tanto da dire e condividere; mi riservo di farlo in futuro, in caso di gravi attacchi di nostalgia, ma mi piacerebbe adesso concludere la parentesi giapponese con il giveaway al quale sto pensando da quando sono rientrata. In realtà ci avevo pensato già mentre ero in viaggio: così tra furoshiki dalle mille sfumature, pronti a trasformarsi in deliziose borsette, ho scelto una versione a pois. Insieme al foulard ci sono le istruzioni (in giapponese, con le figure!) e i manici in plastica per realizzare la borsa così come l’avete vista (solo un po’ più piccola) nel post dedicato. E’ un regalo piccolo piccolo ma mi fa piacere condividerlo con una di voi!

Il furoshiki mi ha colpito fin da subito perché è una specie di handmade per chi non ha manualità, visto che in realtà si tratta solo di annodare un foulard..

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Per partecipare basta essere iscritti al blog, commentare il post con il proprio nome e condividerlo su un social a scelta. Nel commento, se volete, potere scrivere anche qual è il viaggio dei vostri sogni: uno dei miei era proprio il Giappone, ma sono curiosa di conoscere anche i vostri!

Il giveaway scadrà il 10 giugno.