In giro per Lecce con il naso all’insù

In giro per Lecce con il naso all’insù

“Era una piazza informe, la vedevo per la prima volta e ne ebbi la struggente sensazione di un luogo che abbiamo immaginato e visitandolo non ci disillude, perché la realtà vince l’immaginazione e anzi questa si accorge di aver trascurato gli apporti della luce e dei suoni, l’ammorbidirsi dell’aria al crepuscolo, quando gli alberi si chiudono come ombrelli e le case respirano la stessa tristezza che ci fa rallentare il passo” (Ennio Flaiano)

Desideravo da tanto tempo prendere la strada e andare verso Sud, visitare luoghi visti solo in foto o nei film, conosciuti solo attraverso le parole di altri.

Siamo arrivati a Lecce sotto la pioggia e siamo ripartiti con il sole, in una strana atmosfera che sembrava sospesa: una città quasi deserta, bagnata da una pioggia leggera ma costante e in cui ci siamo praticamente persi girando tra vicoli, corti, sotto balconi finemente decorati, davanti a porte abbandonate, tra gatti padroni degli usci e i resti di un ricco passato.

Da una parte c’era la città, bella, accogliente, luminosa nonostante le nuvole, e dall’altra noi, con gli occhi spalancati e il naso perennemente all’insù per non perdere nessun dettaglio, nessuna statua, nessun ornamento.

Abbiamo salutato Lecce con la certezza che il nostro fosse solo un arrivederci, grati dei giorni lenti trascorsi in quel remoto angolo d’Italia e portando via con noi il ricordo della pietra dai colori tenui, delle lunghe chiacchierate con i salentini così innamorati della loro terra, del sapore dei cibi tipici.

A presto!

PS. Lo so, sono due volte di seguito che cito Flaiano, ma che ci posso fare se leggo le sue parole e vorrei averle scritte io?

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5 pensieri su “In giro per Lecce con il naso all’insù

  1. Grazie mille ancora! Non avrei potuto fare meglio della mia Lecce. Per i panzerotti di patate sono mitici quelli de “Lu zonzi”, trattoria a Soleto, lunghi lunghi profumati alla menta, ma diciamo che si trovano nel menù di molte trattorie, ma diventa sempre più difficile trovarli che siano
    fatti in casa e preparati freschi al momento….Il pasticciotto doc doc , ma proprio autenticamente doc si trova solo da chi lo ha inventato, da Ascalone a Galatina. Poi ci sono tante leccornie che sono tipiche solo del Salento, come il rustico, le pucce con le olive, le ‘mpille con la zucchina ecc. ecc. solo per citarne un paio.
    Rosaria Scagliedincompiuto

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    1. Grazie a te Maria Rosaria: per aver accolto il mio invito a guardare le mie foto, per il tuo gentile commento e per i consigli “mangerecci” locali, che apprezzo! Spero solo di poterli sfruttare molto presto perché, come ho scritto nel post, il nostro con Lecce è stato solo un arrivederci 🙂
      A presto!

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