Di cosa parliamo quando parliamo di Parigi

Di cosa parliamo quando parliamo di Parigi

Di cosa parliamo quando parliamo di Parigi? Sono dovuta tornare dopo tanti anni per poter rispondere a questa domanda, sono tornata con chi non l’aveva mai vista prima, ho dovuto presentarla, mostrarla nei suoi luoghi più belli.

Mentre camminavo e facevo foto (poche, perché il tempo è stato inclemente) componevo dentro di me una dichiarazione d’amore per questa città dalla quale sono stata lontana per troppo tempo.

Di cosa parliamo quindi, quando parliamo di Parigi?

Parliamo delle sue porte e dei sui portoni, dai mille decori e dalle innumerevoli sfumature.

Parliamo dei suoi caffè, dei suoi bistrot, dei suoi luoghi d’incontro.

Parliamo di un assurdo: uno dei suoi posti più fotografati ha il nome del poeta più illustre d’Oltremanica.

Parliamo di Notre-Dame, ferita ma non piegata. E torneremo, signora.

Parliamo delle mille storie che potrebbero raccontare le sedie pastello dei Jardins du Luxembourg, della sagoma del Pantheon che si scorge dal parco, di un signore che, incurante del freddo e della pioggia imminente, si siede su quelle sedie e legge il giornale.

Parliamo delle belle vetrine storiche dei suoi negozi e di una coppia che guarda un’illustrazione che presto, forse, appenderà in soggiorno.

Parliamo degli scorci e delle scalinate di Montmartre, la collina che domina dall’alto la città, parliamo della sagoma del Sacré-Coeur che si scorge dietro il grande orologio del Musée D’Orsay, nonostante la giornata grigia e piovosa che Parigi mi ha regalato per il compleanno.

E poi di una torre di acciaio che si illumina di notte, che spunta all’improvviso, che vedi da lontano e poi da vicino e mentre la guardi ti domandi come sia possibile che un monumento così “freddo” sia diventato il simbolo di Parigi.

Parliamo della perfetta simmetria di Place des Vosges e, oltre la piazza, della ricchezza di uno qualunque dei palazzi cittadini.

Parliamo del fascino di un libro raro scovato da un bouquiniste lungo la Senna.

E di un raggio di sole che, all’improvviso, dopo tre giorni di nuvole, illumina la città al tramonto, così che i riflessi giochino con le case e con il fiume; ma è solo un attimo e su tutto scende la sera.

A presto, Paris

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Abbiamo alloggiato sulla Rive Gauche, in Rue Dauphine all’Hotel Le Regent (camere in stile francese e ottima colazione).

Abbiamo mangiato qua:

  • Au coup de torchon – 6 Rue des Ciseaux
  • Creperie des Arts (per le galette) – 27 Rue Saint-André des Arts
  • Le Bougainville – 5 Rue de la Banque (è praticamente dentro la meravigliosa Galerie Vivienne, uno dei posti, per me, più belli di Parigi)

Cartoline da Palermo

Cartoline da Palermo

Ho rimandato di mesi la pubblicazione delle foto di Palermo, dove siamo stati a maggio, abbandonando a se stesso il mio povero blog. Così oggi mi ritrovo a scrivere un post senza più aver vivo il ricordo delle sensazioni suscitate dalla città siciliana, dove sono tornata dopo molti anni.

Ho quindi raccolto le foto, le ho divise “per argomento” e le pubblico senza altre presentazioni.

A presto (spero) ❤

PS. Non ci sono foto della Cappella Palatina, nel Palazzo dei Normanni: non erano consentite ed è stato meglio così, perché certe meraviglie vanno viste dal vivo!

Le chiese e i Santi (e il cielo di Maggio, senza filtri)

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Il Chiostro del Duomo di Monreale

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Porta Nuova

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Piazza Pretoria, o della vergogna

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Per le strade

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I particolari

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Santa Maria dello Spasimo (Kalsa)

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I mercati

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A Mondello

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Ciao Palermo bella!

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Abbiamo alloggiato al B&B L’Olivella, centrale e molto bello, una grande casa tradizionale, con un’ottima colazione.

Abbiamo mangiato qua:

  • Aja Mola – Via Cassari, 19
  • Balata – Via Roma, 218
  • Bisso Bistrot – Via Maqueda 172 A

Street food:

  • Passami ù cuoppo – Via Roma, 195
  • Antica Focacceria San Francesco – Via Alessandro Paternostro, 71

Menzione d’onore alla pasticceria I segreti del Chiostro, che si trova dentro la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria (una delle chiese di Piazza Bellini): il cannolo preparato al momento, mangiato con vista sul Chiostro del Convento, è una delle cose più belle della nostra vacanza 😉

“Boldini e la moda”, a Ferrara

“Boldini e la moda”, a Ferrara

Avrei dovuto scrivere questo post almeno due mesi fa, quando la bella mostra dedicata a Giovanni Boldini, nella sua Ferrara, era ancora in corso.. arrivo un po’ tardi, perché l’esposizione si è chiusa qualche giorno fa; gli ultimi mesi sono stati piuttosto impegnativi e non sono riuscita a dedicare al blog il tempo che avrei voluto.

Ricomincio quindi da queste foto, scattate a fine aprile a Ferrara dove, al Palazzo dei Diamanti, è stata allestita una mostra dedicata a Boldini, il famoso pittore ritrattista nativo della città, al quale avevo già dedicato un post (che è l’articolo più letto del blog!)

Il percorso espositivo è stato organizzato alternando le opere e i magnifici ritratti dell’artista con abiti e accessori di moda, cappelli (un’intera vetrina!), corsetti, scarpe, ma anche libri e riviste dell’epoca. Un’unione dosata con cura e particolarmente riuscita, a mio parere, per mostrare l’eleganza, l’attenzione al dettaglio e la maestria dei sarti e degli artigiani, creatori di quei dettagli che Boldini non trascurava mai nelle sue opere.

E’ un tripudio di cinture colorate, spille, lunghe collane, fiori sul décolleté, nastri, ventagli.. il mondo frivolo, spensierato e ricco, committente di Giovanni Boldini.

“La frivolezza di un’epoca, quando le sono passati sopra dieci secoli, è degna della più seria erudizione” (Marcel Proust)

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Madame Charles Max, 1896

Fuoco d’artificio, 1892-95

Gladys Deacon, 1916

Lina Bilitis con due pechinesi, 1913

Gertrude Elizabeth, nata Blood, Lady Colin Campbell, 1894 – Miss Bell, 1903 – La signora in rosa (Oliva Concha de Fontesilla, 1916)

Signora in bianco, 1902

Ida Rubinstein (Antonio de La Gandara, 1913) – L’attrice Alice Regnault, 1880-84