Ad Arles “ho perso le parole”

Ad Arles “ho perso le parole”

Camminare per una città sconosciuta e non riuscire a definirla.

Camminare per una città e trovare una foto gigante del tuo gatto, proprio di fronte al teatro romano.

Camminare e arrivare all’anfiteatro, quel pezzo di Roma nel cuore di una città straniera.

Camminare, trovare somiglianze, paragonare la città a Lecce, scorgere Monti in una via che declina, chiamare il fiume con il nome del tuo, anche se è più grande, anche se le case che si affacciano sul fiume sono diverse, e anche tu, mentre cammini, sei diversa.

Camminare e fotografare dettagli, cercarli nei vicoli, in una coppia innamorata che passeggia, nel mercato, nelle mani e nei volti che lo animano, nella lavanda, nella verbena, nelle spezie.

Camminare per Arles e trovarla speciale ❤

PS. Camminare e fotografare e far parlare le foto, perché le parole, a volte, si perdono e per ritrovarle ci vuole tempo, e pazienza e amore.

“Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere” (Ennio Flaiano)

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In Provenza, in tanti luoghi

In Provenza, in tanti luoghi

Sono partita per la Provenza aspettandomi campi viola pieni di lavanda*, mercatini dell’antiquariato in ogni angolo di paese, un clima mite e lunghe passeggiate in bicicletta tra le vigne. Ho trovato ad aspettarmi altri panorami, la canicola, la lavanda solo nei mille negozi di souvenir, tanta luce e tanta gente. Non mi ha deluso scoprire una regione così diversa da come me l’aspettavo e così simile, per alcune cose, alla mia terra d’origine: paesini medievali arroccati, uliveti, fontane nelle piazze, gente seduta all’aria aperta a chiacchierare.

La Provenza, però, ha colori diversi, lunghi filari di viti, un’atmosfera rilassata e grande cura per i dettagli: le persiane dalle mille sfumature pastello, le insegne scritte sulle facciate e quell’aria trasandata ma elegante nota proprio come “stile provenzale”.

Abbiamo visitato molti paesi e alcune città, Aix-en-Provence, Avignone, l’affascinante Arles, siamo partiti da Eze, da cui si guarda il mare, e dopo una settimana eravamo ad Aigues-Mortes, in Linguadoca e nel cuore della Camargue.

Ho collezionato una serie di immagini e mi sono portata dietro tanti ricordi: l’odore dei sacchetti di lavanda, le libellule di Saintes Maries de la Mer, i fiori sulle facciate delle case, il bagno nel Lago di Saint Croix, la passeggiata a Roussillon, dove un piccolo gatto è saltato da una finestra per raggiungere la piazza … la foto, tra tutte, che più mi è piaciuto scattare ❤

* Andando in agosto sapevo che questa era una vaghissima possibilità, ma sognare non costa nulla!

Eze

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Aix-en-Provence

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Atelier di Paul Cézanne

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Saint-Maximin-la-Sainte-Baume

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Abbazia di Thoronet

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Moustiers-Sainte-Marie

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Fontaine-de-Vaucluse

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Isle-sur-la-Sorgue (patria dei mercatini)

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Roussillon, il paese dell’ocra

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Saintes-Maries-de-la-Mer

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Aigues-Mortes

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Informazioni pratiche

Abbiamo alloggiato in due Maison d’hôtes in campagna:

  • L’Abri du poète a Besse sur Issole (molto vicino all’Abbazia di Thoronet)
  • Les Chambres d’Agmara ad Arles (in campagna ma vicinissimo al centro cittadino)

Ristoranti:

  • La Remise: 4 Avenue de la Libération, Besse-sur-Issole
  • Au Brin du Thyme: 22 Rue du Dr Fanton, Arles
  • La Treille: Rue du Four, Roussillon
  • La Table de Martine: 18 Place du Marché, Draguignan
  • L’Auberge Provençale: 11 Rue Patron Ravello, Le Lavandou (gli ultimi tre giorni siamo stati al mare!)
A Milano, il Liberty e altri dettagli

A Milano, il Liberty e altri dettagli

Un anno fa, o forse qualcosa in più, durante una di quelle tipiche giornate di Milano, in cui il sole, dietro le nuvole, si può solo immaginare, abbiamo fatto un lungo giro per la città in cerca delle numerose testimonianze del Liberty. Ero senza la macchina fotografica quel giorno e mi ero quindi ripromessa di tornare, rifare il giro, fotografare i dettagli, ammirare di nuovo la bellezza dei palazzi, dei decori, dei disegni.

Questa volta, però, l’imprevisto era dietro l’angolo e mi sono ritrovata davanti alla massima espressione del Liberty milanese, Casa Galimberti, perfettamente “impacchettata” e totalmente coperta per lavori di restauro. Ma questo palazzo, seppur bellissimo, non è l’unico: ce ne sono molti altri, insieme a vetrine e a dettagli da ammirare, con la testa e la macchinetta fotografica perennemente all’insù!

Mi sono goduta il tempo lento del giorno di vacanza seduta in una libreria di Piazza San Simpliciano, così vuota e silenziosa da sembrare quasi irreale. Con un piccola passeggiata sono arrivata al Parco Sempione e all’angolo nascosto che ospita l’Acquario Civico, con le sue ceramiche colorate e i decori in tema, tra pesci, ippopotami, tartarughe e coccodrilli.

Lasciata Casa Guazzoni e i putti che ne reggono i balconi, sono passata davanti a uno dei miei palazzi preferiti, che è interamente ricoperto da una fitta vegetazione molto scenografica (in viale Luigi Majno); mi sono fermata brevemente a Piazza Eleonora Duse, con le sue belle facciate signorili e infine sono arrivata a Casa Campanini e alle due donne che ne sorvegliano l’ingresso: queste due figure sembrano invitare i passanti a fermarsi sotto il loro sguardo sereno, ad alzare gli occhi alle finestre e ai balconi decorati, ad ammirare lo sfarzo e l’estro di un’esperienza, quella del Liberty, che ha abbellito la città e le ha donato originalità e, soprattutto, poesia.

A presto!

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Teatro Fossati, Brera
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Piazza San Simpliciano
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Libreria del Mondo Offeso
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Libreria del mondo offeso
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Via Vincenzo Monti
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Acquario Civico
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Acquario Civico
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Acquario Civico
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Acquario Civico
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Acquario Civico
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Acquario Civico
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Casa Guazzoni
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Casa Guazzoni
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Casa Guazzoni
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Casa Guazzoni
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ex Cinema Dumont

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Via Majno
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Via Luigi Majno
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Piazza Eleonora Duse
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Via Majno
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Casa Campanini
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Casa Campanini
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Casa Campanini
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Casa Campanini
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Casa Campanini
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Casa Campanini
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Casa Campanini

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Il mio giro del Liberty manca di alcuni elementi importanti, come la Palazzina Liberty e Palazzo Castiglioni, primo esempio di questo stile in città: potete leggere un articolo dettagliato ed esaustivo qui.